EMANUELE & OLINALDA - LA VITA È L´ARTE DELL´INCONTRO

A VIDA É A ARTE DO ENCONTRO

Thursday, December 06, 2007

Omaggio al grande ALIGHIERO NOSCHESE

Ho imparato ad imitare a sette anni... prima gli amici dei miei genitori, poi i professori delle medie, del liceo,... i colleghi di lavoro, i capi e i «caporali»...

L'imitazione è così divenuta presto una mia peculiarità, come il disegno e il look Anni Sessanta...
... e allora nel mio blog non può mancare un omaggio, riconoscente e commosso, al re degli imitatori, il «ladro di anime» - come lo definiva Federico Fellini -, l'unico, irripetibile, «inimitabile», irragiungibile... ALIGHIERO NOSCHESE.

Il volto di gomma che, da bambino, mi faceva attendere con trepidazione il sabato sera per assistere dal teleschermo in bianco/nero agli show - Canzonissima 71, Canzonissima 72, Formula Due (1973), Ma che sera (1978) - in cui lui imitava con perfezione unica politici italiani (Giulio Andreotti, Amintore Fanfani, Mariano Rumor, Arnoldo Forlani, Giovanni Leone, Francesco Cossiga, Enrico Berlinguer, Aldo Moro, Marco Pannella, Tina Anselmi, Nilde Iotti, Adele Faccio...) e stranieri (Richard Nixon, George Pompidou, Jimmy Carter, Mao Tse-tung, lo Socià di Persia con la moglie Farah Diba, la regina Elisabetta II, Willy Brandt...), giornalisti televisivi (Mario Pastore, Sergio Telmon, Ugo Zatterin, Sandro Paternostro, Ruggero Orlando, Piero Angela...), divi e dive della canzone e del cinema (Milva, Gianni Morandi, Mina, Celentano, Giorgio Gaber, Bobby Solo, Alberto Sordi, Caterina Caselli, Patty Pravo, Isabella Biagini, Sophia Loren, Ornella Vanoni, Gigliola Cinquetti,...), volti della TV (Mariolina Cannuli, Corrado, Mike Bongiorno, Raffaella Carrà,...).

Truccato fino a rendere difficile distinguere l'imitatore dall'imitato oppure «senza parrucche o baffi appiccicati», con la sola voce e pochi gesti, senza barriere di sesso o di registro vocale, Noschese più che imitare incarnava, si trasformava nel personaggio, rendendolo con ironìa salace ma sempre garbata, con finezza ormai dimenticata insieme con i telericevitori a valvole di quegli anni fantastici.

*
Ecco alcune immagini di Noschese: anzitutto il suo vero volto, poi alcune sue imitazioni:



























Biografia:

Nato a Napoli il 25/XI/1932, dopo avere tentato senza successo la carriera giornalistica, aveva debuttato in radio come imitatore e parodista. Compare come ospite in diverse trasmissioni televisive ed è protagonista in teatro di due spettacoli di Garinei e Giovannini: Scanzonatissimo e La voce dei padroni, ma il salto di qualità avverrà nello show del sabato sera Doppia Coppia, trasmesso da Raiuno nel 1969: in quella occasione riesce ad ottenere l'autorizzazione a imitare personaggi politici, cosa fino ad allora proibita.
Da quel momento, a detta dello stesso Noschese, pare che molti personaggi del campo dello spettacolo e della politica gli abbiano espressamente chiesto di essere imitati, sia per acquisire maggior visibilità, sia per non essere considerati come personaggi di secondo piano. Paradossalmente, essere imitati da Noschese era divenuto sinonimo di massima notorietà.
Raggiunse il successo apparendo in
RAI con imitazioni di personaggi celebri di ogni genere, tra i quali politici, attori e cantanti del tempo, fra la fine degli anni Sessanta e nel corso degli anni Settanta. È considerato il più fecondo e popolare imitatore della storia della televisione italiana.
La brillante carriera di Noschese prosegue con le due edizioni di
Canzonissima presentate da Corrado e Raffaella Carrà (1970 e 1971), successivamente con Formula due (1973) e Ma che sera (1978).
Oltre alla capacità di riprodurre in modo pressoché perfetto voce, atteggiamenti e caratteristiche fisiche dei soggetti delle sue imitazioni, Alighiero Noschese riusciva a satireggiare in modo sottile e mai volgare, creando gag e battute pungenti. Restano memorabili le sue caratterizzazioni di
Ugo Zatterin, moderatore di tribune elettorali, dell'annunciatrice Mariolina Cannuli di cui enfatizzava l'atteggiamento sensuale, dei giornalisti Paolo Cavallina, Ruggero Orlando, Mario Pastore, di Mike Bongiorno, Gianni Morandi, Alberto Sordi, e dei politici Ugo La Malfa e Giovanni Leone.
Il
3 dicembre del 1979, ormai al culmine della sua carriera, a soli 47 anni si tolse inaspettatamente la vita con un colpo di pistola mentre era ricoverato in una clinica romana per sottoporsi a una cura per la depressione. Il suo suicidio destò scalpore e alcuni dubbi per la dinamica dell'accaduto (fu molto strano, infatti, che un uomo malato di depressione e ricoverato in un nosocomio per quella ragione, avesse con sé una pistola) e per le circostanze che lo accompagnarono, che alcuni hanno messo in relazione al fatto che Noschese risultò iscritto alla loggia massonica P2; ma vi è anche l'ipotesi che l'attore abbia deciso di togliersi la vita perché avrebbe scoperto, durante il ricovero, di essere affetto da un tumore.

Comunque siano andate le cose, resta il vuoto che sempre lascia la scomparsa del vero artista: creativo, meticoloso, arguto ma mai sguaiato, originale, innovativo. Resta la nostalgia per quella televisione in bianco e nero intima, familiare, discreta, educata, didattica e divertente, fatta da gente preparata, sul palco e dietro le quinte. Purtroppo, come tutte le cose belle, finite troppo presto, lasciano il languore dell'addio, proprio come la chiosa finale dell'ultimo show di Noschese (Ma che sera del 1978) prima dei titoli di coda:... Alighiero vi saluta e se ne va!

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